Rospo espiatorio

Per il dispiacere degli amanti del sole e del mare, l’inverno è dietro l’angolo e già fa avvertire la sua venuta lanciando su di noi i primi malanni. Abbiamo riesumato i nostri cappotti in piuma d’oca e li indossiamo come fossero armature; abbiamo tirato fuori dai cassetti quegli odiati cappellini di lana che per i mesi a venire ci guasteranno spietatamente la pettinatura; abbiamo fatto scorta di thè, tisane e infusi delle più svariate qualità perché sappiamo che saranno i nostri caldi alleati nelle notti in cui i dolori alla gola non ci lasceranno dormire. Ci prepariamo alla lotta contro il freddo mettendo in pratica qualsiasi espediente, eppure tutto il nostro armamentario non basterà a difenderci, e questo lo sappiamo. Al primo piccolo spiffero d’aria, alla prima folata di vento, eccoci lì, stesi sul divano, senza forze, ricoperti da un tappeto di fazzoletti Tempo. Apriamo il cassetto dei medicinali: Tachipirina, Vivin-c, Tachiflu, Sinecod, e chi più ne ha più ne metta. Dobbiamo assumerne il più possibile perché se il raffreddore ci ha fatto scacco, ciò che proprio non possiamo permettere è che arrivi la febbre. Ma quella vigliacca, alla fine, arriva sempre.

E io ogni volta mi chiedo: “E prima, senza confort e compressine, come si faceva?”

Ed eccoci giunti allora, al punto da cui è partita la mia ricerca. Ho rintracciato numerosi metodi “della nonna” utili a combattere la febbre e i sintomi influenzali: dall’ utilizzo di pezze bagnate da tenere sulla fronte del malato, ai massaggi sulla schiena cocente da effettuare con le mani bagnate da alcool etilico.

Ma andando indietro di qualche secolo, nel 1700 precisamente, ho scovato un metodo, per così dire, meno nobile che avrebbe permesso, non di curare, bensì di impedire che la febbre giungesse. Si tratta del metodo del rospo. Vediamo, nel dettaglio, in cosa consisteva.

Innanzitutto veniva chiamato in casa un mago buono. Questi prendeva un rospo e, dopo averlo disteso a terra in posizione supina e averlo coperto con un grosso masso, lo schiacciava in maniera decisa. Mentre il rospo moriva, il mago doveva pronunciare le seguenti parole magiche:

“Allora la febbre a (nome della persona) dovrà venire, quando questo rospo si potrà  girare”.

Cosa aspettate? Gettate via sciroppi e compresse costose e andate a caccia di rospi: successo assicurato, parola di Merlino!

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Daniele ha detto:

    Ho letto questo articolo giusto in tempo… Ho preso freddo e credo stia per arrivarmi la febbre; andrò subito a cercare un rospo (e un mago) 😂

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...